Piedi sul fondo dell’utero e al “Pronti… via” comincia la gara. Nessuno ci dice quanto è lunga la pista: si corre e basta, tra brillanti riprese, veloci inseguimenti e pesanti squalifiche.
Ecco cos’è la vita: una gara di atletica più o meno leggera.
Il traguardo c’è per tutti, e nessuno lo taglia volentieri. Ma si può arrivarci a testa alta, con il fiato che resta e qualcuno a bordo pista che fa il tifo.
Ecco cos’è la morte: l’ultimo metro di una gara che meritava di essere corsa.
Chi sono
E sono diventata quella figura professionale che negli anni passati avrei tanto voluto avere accanto.
Quando improvvisamente ho perso mia sorella, quando lentamente ho perso mio marito, quando dolcemente ho perso mio padre, quando traumaticamente ho perso mia madre.
La morte mi ha tolto più di quanto mi aspettassi e la vita mi ha dato più di quanto io abbia chiesto: coraggio, forza, determinazione, empatia.
Io ho aggiunto formazione e motivazione, e sono diventata una Death Doula.
Mirella
La Death Doula
Supporto emotivamente e psicologicamente i malati terminali.
Perché quando “non c’è più niente da fare” ci sono ancora molte cose da fare.
Sostengo i familiari dei morenti nel lutto anticipato e nella creazione di momenti significativi per l’addio.
Perché ogni addio è un seme che piantiamo e che fiorirà col tempo.
Accompagno la famiglia nel processo di elaborazione del lutto.
Perché ogni passo porta verso la luce del ricordo, dove il dolore si trasforma in gratitudine.
Assisto chi vive con la paura di morire, trasformando la paura in un’opportunità per vivere con maggiore consapevolezza e serenità.
Promuovo la Death Education.
Perché solo affrontando ogni aspetto della morte possiamo apprezzare il valore di ogni attimo che ci è stato dato.
Non posso evitare la fine, ma posso rendere il viaggio meno spaventoso.
Servizi
Per chi si trova a fare i conti con la propria morte, imminente, possibile o semplicemente pensata troppo, offro il dono profondo della presenza e dell’ascolto attivo: per cercare risposte e conforto alle preoccupazioni, per discutere dei desideri di fine vita, per aiutare a trovare pace su torti reali o sensi di colpa immaginari.
Non porto soluzioni, ma una compagnia che non scappa quando il discorso si fa serio. O scomodo. O ridicolo, perché anche morire ha il suo lato tragicomico.
Non solo per chi ha perso, ma anche per chi si sente perso
Il lutto non ha un formato standard. Arriva come gli ospiti imprevisti: a volte parla tanto, a volte resta zitto.
Accompagno singoli, famiglie e gruppi che hanno bisogno di capire che no, non si “supera”, ma si può convivere. E anche vivere ancora, in modi nuovi, trasformando il dolore in forza. Perché quel posto esatto dove può rinascere qualcosa, io lo conosco bene.
Santi, stanchi e spesso soli
Che tu sia figlia, vicino di casa, amica storica o partner in trincea: se ti prendi cura di qualcuno che si avvicina alla fine, forse hai bisogno di qualcuno che si prenda cura anche di te.
Parliamone. Non solo per strategie pratiche, ma anche per alleggerire il peso invisibile che porti.
Senza zucchero, ma pieni di vita
Incontri aperti dove si parla di morte per imparare a vivere meglio. Non ci sono insegnanti, solo tazze calde, biscotti senza fretta e conversazioni vere, tra sconosciuti che diventano compagni d’esistenza.
Spoiler: si muore
Percorsi di sensibilizzazione per singoli, comunità e cuori curiosi. Parliamo di tabù, paure, riti, scelte. Ridiamo, piangiamo, pensiamo.
Sì, anche ridiamo. Perché affrontare la morte può essere una delle cose più vitali che facciamo.
Modalità
Sono sempre disponibile, anche durante i weekend. Perché, diciamocelo, il dolore non ha orari d’ufficio e non si prende il weekend libero.
Il mio libro
Storia di una stuntwoman
Un libro autobiografico, dolorosamente ironico, in cui racconto la mia vita trascorsa proprio come una stuntwoman: tra impatti emotivi, tuffi nel vuoto cosmico e scene psicologiche pericolose dovute a difficoltà e lutti.
Al termine della mia carriera da caregiver, proprio durante il Covid, quando molti hanno perso lavoro, soldi e speranza, io ho trovato una nuova consapevolezza e un nuovo equilibrio.
Figlia di due genitori nati e cresciuti in un’epoca in cui ancora non esistevano il dialogo e la resilienza, madre di due adolescenti vittime del loro dolore e cura per il mio, con coraggio, forza e ironia scopro di avere ancora tanta vitalità, tanta carne, tanta femminilità e tanta voglia di vivere. E divento Femminatanta.
Questo romanzo è un inno alla vita attraverso il racconto della morte, un invito a godere di ciò che si è anziché di ciò che si ha. È la speranza che ogni donna trovi il suo rossetto rosso per affrontare le difficoltà della vita.
Contatti
Scrivimi o chiamami, anche solo per capire se posso esserti utile. Il primo passo è una chiacchierata.
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